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Ceramica graffita

La ceramica graffita carpigiana rappresenta una delle espressioni artistiche più significative della produzione artigianale tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento a Carpi. Non solo oggetti da mensa, più o meno raffinati, ma anche targhe devozionali e sculture testimoniano in museo questo florido periodo realizzativo.

Realizzata in piccole botteghe familiari, si distingue per una lavorazione semplice ma raffinata: su una base di argilla chiara veniva steso un rivestimento di ingobbio bianco, inciso con motivi decorativi tramite strumenti appuntiti, e infine ricoperto da uno smalto trasparente. I decori, spesso geometrici, vegetali o figurativi, riflettono un gusto popolare ma attento alle influenze rinascimentali, come dimostrano i due curiosi vasi con caricature. Questa tecnica permetteva di ottenere risultati vivaci e duraturi con costi contenuti, rendendo la ceramica graffita accessibile a un ampio pubblico. La sua diffusione testimonia una vitalità produttiva legata al contesto socio-economico della Carpi rinascimentale, e oggi rappresenta un importante elemento identitario del territorio, studiato e valorizzato anche attraverso le nostre collezioni museali.

Le opere della collezione

Alberto Pio e Ariosto

Albano Lugli

1879

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