Tre capolavori
Durata del percorso: 01:00
I capolavori approdati a Carpi
Una serie di dipinti, realizzati su committenza locale tra Cinque e Seicento, o provenienti dal raffinato collezionismo della famiglia Foresti approdano nel primo Novecento ai Musei di Carpi, ampliando lo sguardo del patrimonio della città alla pittura emiliana, nord italiana ma anche napoletana.
Tappe del percorso
1 Il Battesimo di Cristo di Denys Calvaert
Cominceremo con Il Battesimo di Cristo di Denys Calvaert raccontato dalla potenza coloristica e dal plasticismo delle figure messe in scena dal maestro fiammingo, maestro di Guido Reni: la sinuosità dei corpi di San Giovanni Battista nell’atto di arrampicarsi sulla roccia e del Cristo che si sporge per ricevere il sacramento, che si stagliano su un paesaggio scuro ricco di figure e dettagli. Realizzato come pala d’altare per la distrutta chiesa di San Giovanni sul finire del Cinquecento, entra al Museo nel 1913.
2 Vittoria della Voluptas sulla Virtus di Palma il Giovane
L’eleganza della composizione accompagna i personaggi di un importante dipinto esposto nella sala Manuzio, che animano con sensualità la scena della Vittoria della Voluptas sulla Virtus, un soggetto mitologico ricco di allegorie e dettagli, realizzato negli anni Trenta del Seicento dal veneto Palma il Giovane.
3 La Vendetta di Progne di Mattia Preti
Una scena macabra, la testa livida di un bambino esibita su un vassoio sul tavolo di un nobile banchetto: questo raffigura il dipinto di Mattia Preti, dove l’artista calabrese (1630-1699) rappresenta il dramma della vendetta che per Progne ha le fattezze di un piatto con sopra la testa
del piccolo Iti servito al marito Tereo per vendicare la violenza subita dalla sorella Filomela, come raccontato nelle Metamorfosi di Ovidio.
Dove si trova
1° piano, Sala Manuzio, fruibile anche attraverso il modello tattile.